Avviso importante sul REI

Dal 1° marzo 2019, in seguito all’introduzione del Reddito di Cittadinanza (RdC), il cosiddetto REI (Reddito d’Inclusione), attivato dal Decreto Legislativo n. 147/2017 e che aveva a sua volta sostituito il SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), non può più essere richiesto, e dal mese di aprile non potrà più essere riconosciuto, né rinnovato.

Il REI viene sostituito dal Reddito di Cittadinanza. Per chi ha avuto accesso a tale intervento prima del mese di aprile 2019, il Rei continuerà a essere erogato per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda di Reddito di Cittadinanza. La fruizione del Rei non è compatibile con la contemporanea fruizione del RdC: in caso di concessione del Reddito di Cittadinanza a un fruitore del Rei, l’erogazione di quest’ultimo verrà interrotta e sostituita dalle prestazioni previste dal Reddito di Cittadinanza.

Che cos'è il Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza (RdC), introdotto dal D.L. 4/2019, è uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà. Il RdC non ha un importo fisso: varia in base alla situazione economica della famiglia che lo richiede. In sostanza, il reddito familiare percepito viene integrato con un accredito mensile su una nuova carta prepagata realizzata da Poste Italiane (Carta Rdc), per un periodo di 18 mesi, eventualmente rinnovabile, per una somma variabile a seconda della composizione e condizione familiare.

A chi è rivolto

A cittadini italiani o dell’Unione Europea, a stranieri con permesso di soggiorno a tempo indeterminato (soggiornanti di lungo periodo), stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea. Il richiedente deve risultare residente in Italia da almeno 10 anni, in modo continuativo negli ultimi 2 anni, considerati al momento della presentazione della domanda, e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio.

Il nucleo familiare del richiedente al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio deve possedere redditi e patrimoni entro determinati limiti:

  • reddito ISEE inferiore a 9.360 euro

  • patrimonio immobiliare non oltre 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione

  • patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo familiare. Tale quota è incrementata di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di euro 10.000, aumentata di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo; i predetti massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente con disabilità, come definita a fini ISEE, presente nel nucleo.

Chi non ne ha diritto

  • i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti che hanno dato le dimissioni volontarie dal lavoro negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda, fatte salve le dimissioni per giusta causa

  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto immatricolate nei 6 mesi precedenti alla richiesta del RdC, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolate negli ultimi 2 anni

  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto

  • i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena.

I requisiti verranno verificati in automatico dall’INPS.

Il Reddito di Cittadinanza è compatibile con l’indennità di disoccupazione NASpI.

Importi

L’ammontare del beneficio viene calcolato sulla base delle informazioni presenti nella domanda ed è determinato da una componente a integrazione del reddito familiare + un contributo per l’affitto o per il mutuo.

Il calcolo tiene conto del numero dei componenti del nucleo familiare e della loro composizione (es. invalidi maggiorenni, minorenni). L’importo può arrivare a:

  • un massimo di 6.000 euro annui più, in caso di locazione, un’integrazione non superiore a 3.360 euro annui (pari a 280 euro mensili)

  • un massimo di 6.000 euro annui più, in caso di mutuo, un’integrazione fino ad un massimo di 1.800 euro annui (pari a 150 euro mensili)

Obblighi dei beneficiari

Il richiedente e i componenti il nucleo beneficiario del Rdc non esclusi dagli obblighi connessi alla fruizione del sussidio (maggiorenni del nucleo familiare, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi o di formazione), sono tenuti a rendere dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) entro trenta giorni dal riconoscimento del beneficio tramite:

  • l'apposita piattaforma digitale del Reddito di cittadinanza per il Patto per il lavoro dell’ANPAL (SIUPL)

  • gli istituti di patronato convenzionati (CAF)

  • i Centri per l'Impiego

I beneficiari stipulano un accordo (Patto per il Lavoro) presso i Centri per l'Impiego ovvero, laddove previsto dalle Regioni, presso gli operatori privati accreditati. Il Patto assume le caratteristiche del patto di servizio personalizzato, con il quale i beneficiari accettano di frequentare corsi di formazione, di partecipare a lavori socialmente utili e di accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che potranno ricevere. Il mancato rispetto di quanto sottoscritto determina la decadenza dal diritto al reddito di cittadinanza. Le azioni di politica attiva si dovrebbero esplicare principalmente attraverso l’assegno di ricollocazione, voucher per acquistare sul mercato servizi di rafforzamento professionale e assistenza intensiva nella ricerca di lavoro, in origine destinato ai percettori di NASPI e ora accessibile solamente ai titolari di RdC in forma obbligatoria, a pena di decadenza dal beneficio, su assegnazione da parte dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive (ANPAL) entro trenta giorni dalla prima erogazione del reddito.

Nel caso in cui il bisogno del nucleo familiare sia complesso e non riguardi solo l’aspetto lavorativo, i beneficiari sottoscrivono un Patto per l'inclusione sociale, che coinvolge sia il Centro per l'Impiego che i servizi sociali e gli altri servizi territoriali competenti. Il Patto di inclusione assume le caratteristiche del progetto personalizzato in materia di interventi e servizi sociali per il contrasto alla povertà.

Chi non comunica variazioni del reddito o del patrimonio o chi non fornisce informazioni che potrebbero comportare la revoca del beneficio è punibile con la reclusione da 1 a 3 anni. Nel caso di condanna, il beneficio percepito andrà restituito integralmente.

Quando e dove presentare domanda

La domanda può essere presentata 

  • presso gli uffici postali, utilizzando il modello cartaceo predisposto dall’INPS. In questo caso la richiesta va presentata dopo il quinto giorno di ogni mese

  • online presso il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.redditodicittadinanza.gov.it, tramite le credenziali Sistema di identità digitale (SPID), sistema di riconoscimento con il quale si può accedere a una serie di servizi online della pubblica amministrazione con un unico nome utente e un’unica password (si rinvia al sito www.SPID.gov.it per informazioni)

  • tramite i Centri di Assistenza Fiscale (CAF).

Si rinvia per tutte le informazioni utili a www.redditodicittadinanza.gov.it

Attenzione: il Decreto Legge n. 4/2019 potrebbe subire modifiche in sede di conversione in legge, per cui le informazioni attuali possono essere soggette a variazioni, che saranno tempestivamente comunicate.